[10 aprile – 6 giugno 2026 * giovedì, venerdì, sabato 15 – 19 e su appuntamento]
inaugurazione venerdì 10 aprile, dalle 17 alle 21
Claudio Abate, Enrico Baj, Mara Callegaro, Pier Paolo Catini, Linda Fregni Nagler,
Gonçalo Mabunda, Luca Pancrazzi, Nicola Pellegrini, Enea Vico
_e libri di Don DeLillo, Bruno Munari, Simone Weil
Il primo passo per armarsi a puntino è allarmarsi a dismisura.
Allarmatevi e armatevi!, gridano voci dentro gli schermi, scrivono penne più affilate delle spade.
Di corsa!, aggiungono. È con l’urgenza che ci si assicura la ragione da vendere.
In pochi semplici passaggi abbiamo preparato un fritto misto di paura, impotenza e acredine.
La portata del nemico ci dà l’idea di un peso sullo stomaco, ma fa venire l’acquolina. Non importa che la sua preparazione sia fumosa, si affilino forchette e coltelli. Non è fumoso, è affumicato!, ci rassicurano.
Ecco fatto! È presto solleticato il bisogno ancestrale di correre, armarsi, difendersi e attaccare.
Eppure, a voler fare un po’ di economia, si potrebbero prendere in prestito interi armamenti.
A camminare per musei, per esempio, è chiaro che l’arte non abbia mai deposto le armi, che non sia stata mai in pace, che non si sia mai data pace. Del resto così è l’umanità, di cui è specchio.
Fin dalla preistoria lance e scudi hanno inciso nella pietra l’alternarsi di offesa e difesa come fatale destino dell’umanità. Interi eserciti di esercizi raffigurano battaglie storiche, mitologiche o ideologiche. Guerre ingiuste e battaglie per la giustizia hanno trovato negli artisti i più diversi portavoce: le loro opere hanno consegnato armi, affilato lame, forgiato scudi.
E, come nella storia fuori dall’arte, c’è spazio per i pensieri più diversi. C’è l’arte che celebra, c’è quella che critica. Ci sono opere che armano i potenti contro gli indifesi e difendono l’indifendibile. Ci sono capolavori schierati a difesa dei più deboli, che rivendicano i diritti di chi un’opera non la vedrà mai. Ci sono artisti che al pubblico distribuiscono armi critiche, che si battono contro le armi di distrazione di massa, che promuovono le armi del pensiero.
E, tra tutte queste opere che eternamente si incontrano e scontrano nel campo di battaglia dell’arte, luogo_e ha provato a raccogliere una sua personalissima artiglieria pensante. Armi che, senza ferire il corpo, pungolano lo spirito. E tu, da che arte stai?