Don DeLillo e Diego Marani – Cosmopolis e L’uomo che voleva essere una minoranza

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Numerosi spunti letterari hanno accompagnato la costruzione di Spettinate. Alcuni sono rimasti nel bagaglio di suggestioni di chi ha curato e raccontato la mostra, altri sono esposti tra le altre opere.
Qui si spenderanno invece alcune parole riguardo ai due libri scelti infine come letture di riferimento, per il punto di vista inusuale e sfaccettato che offrono sulla trattazione del tema dei capelli, sui significanti e significati identitari, sociali, antropologici, poetici e politici che porta con sé.
Non è un caso che in entrambi i libri la tematica non sia che una cornice attorno a storie altre, vicende che si succedono e questioni che si affrontano tra processi di crescita e tagli netti.

Il primo libro che luogo_e propone è Cosmopolis, scritto nel 2003 da Don DeLillo. Il protagonista è Eric Packer, un giovane miliardario di Manhattan. L’intera storia si dipana nell’arco di una giornata, tutti i fatti narrati avvengono durante un tragitto in limousine, tra la decisione del protagonista di tagliarsi i capelli e l’arrivo alla meta finale: il salone del suo parrucchiere d’infanzia. Il viaggio si trasforma fin da subito in un’odissea metropolitana, tra parate, manifestazioni, tracolli economici e minacce di attentati.
La pianificazione del taglio di capelli è qui l’espediente narrativo che dà l’innesco alla storia, un taglio estetico che coinciderà perfettamente con un taglio – una frattura – esistenziale.

Il secondo libro scelto è un romanzo scritto nel 2022 da Diego Marani. L’uomo che voleva essere una minoranza narra le vicende di Rodolfo, parrucchiere della provincia ferrarese, discendente da stirpe di parrucchieri. Conformista nell’animo, discendente da animi conformisti. Uomo abitudinario, schiavo delle sue routine che sono anche le routine della massa, a un tratto si rende conto di essere parte di una “maggioranza informe e rumorosa che lo protegge dall’obbligo di avere un’opinione”. I rassicuranti tagli, le solite acconciature e le messe in piega tradizionali che aveva da sempre dispensato ai suoi clienti, si accorge, li rendono uguali, li uniformano a quella moltitudine che lui stesso comincia a rifuggire. E in questo suo viaggio verso nuove prospettive, Rodolfo inizia a esercitare la sua facoltà di essere una minoranza. Di nuovo un taglio con il passato, con i tagli del passato, una frattura che è finalmente la traccia di un’opinione, di una decisione.

 

Nell’immagine:
Don DeLillo, Cosmopolis (2003), Einaudi, traduzione di Silvia Pareschi, Torino, 2021
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Diego Marani, L’uomo che voleva essere una minoranza, La Nave di Teseo, Milano, 2022